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LA NOSTRA STORIA NEL LOGO

Quando tutto è cominciato, erano i cosiddetti altri tempi.

E bastava metterci il nome.

Guido Bardi.

Piccolo fondo di fronte al mare, pochi spiccioli, grandi sogni.

Sempre presente per farsi conoscere, veniva a Lerici a piedi da Arcola, come se negli anni del dopoguerra non si sentisse la fatica. Con la moglie sempre al fianco, a sostegno.

Sempre presente nei momenti felici di ogni famiglia.

Sei di Lerici se…anche tu hai una foto da piccolo, davanti alla balaustra che oggi non c’è più, sul lungomare.

Poi negli anni ‘60 del boom economico, quando si iniziava a stare meglio, è esploso anche Lerici e Bardi non si è tirato indietro, nonostante le tragedie personali.

Però lui era della vecchia scuola, di quella che si soffre in privato e si sorride in pubblico, con grande dignità, per non rattristare gli altri.

E poi bisogna pensare ai vivi, a quelli che sono rimasti e mostrare sempre il lato migliore di sé.

Ed è andato avanti, alla grande, continuando a lavorare e a sognare.

Così si è trasferito in un fondo più grande, cambiato il primo logo e aggiunto la sagoma del nostro castello, con quella forma così strana e particolare, riconoscibile ovunque.

E in quegli anni, la determinazione e la forza di volontà davano risultati immediati.

E sempre in quegli anni, con i divi della musica e dello spettacolo che hanno scoperto Lerici, probabilmente gli è venuto in mente di rendere il logo più attuale: forse da qui è nata la cinepresa che vagamente ricorda Cinecittà?

Non so, sono solo supposizioni le mie, ma mi piace immaginare uno scenario del genere: sarebbe stato nel suo stile, restare umile ma pensare in grande.

E negli anni ’70, la svolta: con Franco, il figlio e Pina, la nuora, ingrandisce il sogno e aggiunge l’ottica.

Nel logo, la B è proprio la sagoma del castello e la fa da padrona! Mi ricordo nel negozio in cui ho vissuto anch’io, la porta d’ingresso in vetro, che al posto della maniglia aveva la b in stampato minuscolo in legno.

E mi piaceva vivere in quel negozio, perché era pieno di un sacco di aggeggi strani con cui adoravo giocare.

C’era un periodo in cui giocavo con le Barbie in ambulatorio e fingevo che l’oftalmometro e la lampada a fessura fossero l’astronave.

Ma al di là delle mie fantasie di bambina, il negozio era sempre affascinante e un luogo sicuro per me, come la mia casa.

Quindi è risultato naturale andare avanti nella tradizione anche per noi eredi. Non tanto perché non sapevamo cosa fare della nostra vita, ma soprattutto perché condividiamo la visione del nonno.

Così negli anni 2000 è giunta la terza generazione di Bardi (che sono io con Renzo inizialmente e Federico poi).

Ma per continuare la visione del nonno, dovevamo fare nostro il suo lascito, così nonostante le nostre tragedie personali di quegli anni, abbiamo stravolto e rivoluzionato il nostro negozio e il nostro logo.

E siamo andati avanti.

Cioè nel senso che ci siamo anche spostati e ingranditi nel nuovo negozio 2.0.

E circa 500 parole non rendono bene la storia vissuta, ma dipingono, forse con un po’ di nostalgia, alcuni momenti dall’inizio a oggi.

Così, per celebrare il passato abbiamo voluto rinnovare il nostro logo, proprio quando la nostra azienda compie i suoi primi 75 anni.

Nessuno di noi è così vecchio, nemmeno la mamma😉, ma tra la tradizione orale tramandataci in famiglia e negli anni dai clienti affezionati, la documentazione cartacea, le fotografie (che sono la parte più cospicua!) e i nostri ricordi (che anche di quelli ne abbiamo stipati un bel po’!), ci sentiamo di festeggiare questo atipico e solenne compleanno.

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