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Acanthamoeba: la Spada di Damocle sulla testa di ogni Portatore di Lenti a contatto

Succede spesso che al controllo di lenti a contatto, mi sento dire:

“mah no, le mani sono pulite, sono appena sceso dall’autobus”.

E il soggetto si mette le mani negli occhi per rimuovere le lenti.

E poi magari rincara la dose, dicendo:

“ho sempre fatto di tutto con le lenti, non mi è mai successo niente”.

E sono sicura che anche tu lo pensi.

Scherzi col fuoco, perché fino ad oggi ti è sempre andata bene.

Sono qui a scrivere oggi, proprio per fare un po’ di chiarezza su un argomento delicato, ma attuale e scottante che spesso si dimentica.

Ma è una cosa seria: la cheratite da Acanthamoeba, un’infezione subdola e dolorosa della cornea, per cui non esiste un farmaco specifico approvato e il cui trattamento va dai 3 ai 6 mesi, con rischio di cicatrici corneali irreversibili che compromettono seriamente la visione.

Ti sembra che stia esagerando? Ti assicuro che sto indorando la pillola, perché sfocia nel trapianto di cornea.

Scopri perché.

L’Acanthamoeba è un protozoo che vive nell’acqua e prolifera negli ambienti umidi:

  • docce,
  • rubinetti,
  • saune,
  • vasche idromassaggio,
  • acque termali,
  • piscine,
  • mare.

Ha un ciclo vitale in 2 fasi:

  1. Forma attiva, il microorganismo si alimenta e si riproduce
  2. Forma dormiente, il microorganismo si protegge da possibili attacchi e si trasforma in cisti, una condizione molto pericolosa perché riesce a sopravvivere nelle condizioni più estreme.

Attualmente non sono disponibili farmaci per la cura, ma una combinazione di terapie che attenuano l’aggressione, quindi la prevenzione è l’unica strada percorribile.

Tieni conto che circa l’80% di cheratiti da Acanthamoeba è dovuto al cattivo uso di lenti a contatto.

L’Acanthamoeba su un occhio sano non attacca.

Ma se non hai cura della lente a contatto nel modo giusto, puoi provocare delle microlesioni sulla cornea (che in condizioni normali guariscono da sole).

Se però non segui le regole, magari l’Acanthamoeba è sulla tua lente a contatto e passa al tuo occhio lesionato.

L’incubazione può durare da qualche giorno a qualche settimana.

I sintomi all’inizio sono lievi:

  • arrossamento,
  • dolore,
  • ipersensibilità alla luce,
  • eccessiva lacrimazione.

E chi non ha fastidi del genere?

Ma peggiorano.

L’ulcera provocata dall’Acanthamoeba spesso viene scambiata per Herpes, non c’è neppure un esame che dia la certezza, se non quando è troppo tardi, ma si va ad indagare sul passato recente, si analizza il liquido in cui vengono conservate le lenti a contatto per scoprire se c’è il microorganismo in questione.

Un iter piuttosto complicato con effetti piuttosto devastanti.

Tutto questo per pigrizia:

  • scarsa igiene nelle mani (le mani sono pulite quando le hai appena lavate e soprattutto asciugate)
  • inadeguata pulizia della lente a contatto (ogni volta che rimuovi la lente a contatto dal portalenti, devi gettare la soluzione rimasta e far asciugare l’astuccio. Non lavarlo mai sotto l’acqua corrente!)
  • errato o trascurato metodo di conservazione delle lenti a contatto (a volte mi sento dire: “i portalenti non mi servono, io uso sempre lo stesso da anni, guarda” e mi compare davanti agli occhi un reperto fossile tutto incrostato, magari lavato sotto l’acqua del rubinetto).

Io ho un’idea un po’ diversa della pulizia e tu non puoi risparmiare tempo sulla tua salute: devi fare quello che va fatto.

O a volte per taccagneria:

  • non utilizzare la lente a contatto più del tempo prescritto (se la lente è mensile non puoi usarla per 6 mesi, se è giornaliera va buttata via alla rimozione: è fatta per essere maneggiata il tempo prescritto, potresti non accorgertene e danneggiarla, rischiando di procurarti microlesioni corneali)
  • non utilizzare la lente per porto prolungato se non prescritto (la cornea rischia di soffrire per mancanza di ossigeno).

E non vale il discorso che l’hai fatto altre volte e non ti è successo niente.

Non ti far fregare da indolenza e avarizia, sii generoso con te stesso e prenditi cura dei tuoi occhi.

La cheratite da Acanthamoeba è dolorosa, subdola e ti lascia un segno irreversibile sugli occhi e nella tua vita.

Segui rigidamente il protocollo applicativo che ti indico al momento dell’applicazione se vuoi che l’Acanthamoeba non sia tra i tuoi problemi.

Ps. Adesso che lo sai, segui le istruzioni sempre, non lavarti le mani solo per oggi, tieni alta la guardia sempre e soprattutto: sostituisci spesso il portalenti che da noi è sempre compreso nel costo della soluzione!

Ppss. Non pubblico foto di occhi affetti da cheratiti da Acanthamoeba perchè sono davvero terrificanti, però se pensi che questo articolo sia esagerato, cerca in rete qualche foto, ma solo se non sei debole di stomaco.

In caso, ho digitato su Google Acanthamoeba – immagini, ecco il link

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