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9 mesi…

No, non è un articolo sulla gravidanza o sull’allattamento!

Neanche sul parto.

È la vita trascorsa da quel primo lock-down.

Quando tutto è cambiato.

Le abitudini, gli impegni, la quotidianità.

Così abbiamo dovuto cercare una nuova routine in quello che facciamo: in fila al supermercato, la spesa si fa da soli, niente più abbracci, strette di mano, tutto e tutti a distanza, chiusi in casa è meglio.

Pulizie maniacali in casa e nei locali pubblici.

Mi sembrava così romantico poter almeno pensare di essere affetta dalla sindrome di Cenerentola!

E invece no, quella è un’altra cosa!

Nemmeno una sindrome da favola: oltre alla fatica, la beffa.

Che tristezza!

Ma fa lo stesso, in ogni caso noi (e qui non sono diventata plurale di colpo, mi riferisco a tutto il team OtticaBardi) combattiamo ogni giorno a suon di alcool, perossido di idrogeno e amuchina.

Non siamo certo gli eroi che combattono in corsia, ma ce la mettiamo tutta per evitare, nel nostro piccolo, che il malefico Covid-19 trovi terreno fertile per prolificare a nostre spese.

Come?

Come dei piccoli Cenerentoli.

Ma anziché lustrare il pavimento della cucina, disinfettiamo le superfici del negozio e le maniglie della porta.

Anziché pulire i vetri, sanifichiamo le lenti, l’occhialino di prova, gli strumenti che utilizziamo in ambulatorio (poltrona compresa).

Anziché rifare le camere, decontaminiamo ogni singola montatura che viene toccata.

E non lo facciamo per un disturbo ossessivo-compulsivo (magari manie ne abbiamo, ma sono altre!).

Lo facciamo per rispetto di ogni persona che entra in negozio, oltre che per noi stessi e per le nostre famiglie.

Lo facciamo perché in questo periodo in cui non abbiamo certezze sul domani (magari la nostra zona cambia colore e i nostri programmi sfumano subito), abbiamo bisogno di sicurezze: qui da noi prendiamo tutte le precauzioni necessarie per farti stare tranquillo.

Qui da noi puoi entrare sereno.

Ti chiediamo un po’ di pazienza, perché per poter rispettare gli standard che ci siamo imposti è necessario tempo.

Questo è il motivo per cui ti chiediamo sempre di prenotare un appuntamento, perché ci vuole tempo per sterilizzare gli strumenti dell’ambulatorio (e l’ambiente stesso).

Quando possibile, ti chiediamo un appuntamento anche per scegliere gli occhiali, non perché ormai abbiamo la fissa degli appuntamenti, ma per evitare di farti aspettare, con il rischio di creare assembramenti.

Non lo facciamo perché vogliamo essere antipatici o per fare i preziosi: ti chiediamo una collaborazione, perché vogliamo che ogni persona che entra da noi sia tranquilla che noi prendiamo tutte le precauzioni richieste.

Puoi entrare sereno, ma solo se necessario… per un saluto ci facciamo un cenno attraverso la vetrina, in attesa di tempi migliori quando il distanziamento sociale non sarà più la nostra normalità.

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