Occhiali progressivi

4 Leggende Metropolitane sulle Lenti Progressive

Esistono leggende metropolitane su qualunque argomento, più in voga quelle horror, ma la catena umana “me l’ha detto il cugino del mio amico che gliel’ha detto il suo amico che all’amica della sua ragazza è successo davvero” è sempre attiva e non si sa bene da quale verità abbia realmente inizio!

Quello di cui voglio parlare oggi sono le leggende metropolitane sulle lenti progressive.

Ti assicuro che ne sentiamo davvero parecchie, alcune proprio divertenti!

A partire dal nome: classico è confonderle con le lenti fotocromatiche, al secondo posto la confusione con le bifocali e poi, se per caso hai capito di cosa si tratta, al via la fantasia più sfrenata, perché si vede che progressive come appellativo non piace proprio.

Quindi la prima cosa da sapere è il nome corretto: si chiamano lenti progressive, perché sono progettate in modo da avere un canale di progressione tra la zona di visione per lontano e la zona di visione per vicino.

Poi ci sono quelli che questo primo punto lo superano brillantemente, ma cadono miseramente perché non ci vedono con le progressive dell’amico/cugino/marito.

A questo punto, la domanda mi sorge spontanea: ti proveresti la dentiera del tuo amico/cugino/marito? No. Preferisco non sapere la risposta, ma io risponderei di no, perché sarebbe una protesi costruita secondo i parametri precisi di un’altra persona. Quindi è sicuro che non può andarti bene.

 Lo stesso avviene per le lenti: la gradazione, la distanza interpupillare, l’attaccatura delle orecchie, la conformazione del naso, la postura della testa, l’angolo pantoscopico della montatura…sono solo alcune caratteristiche prese in considerazione, devo andare avanti per farti capire che una lente progressiva viene costruita intorno a te?

Ne evinciamo allora il secondo punto: le lenti progressive di un’altra persona non ti consentono una visione ottimale, fattene una ragione.

Capita a volte che entri in negozio qualcuno che abbia la consapevolezza del nome, sappia che funzionano, ma “le lenti progressive non me le faccio altrimenti poi mi abituo e devo portare sempre gli occhiali”.

Anche questo è un punto di vista abbastanza comune. Perché ci sono persone che amano vivere in universi paralleli sfumati, dove è meglio non vedere troppo bene, così non c’è neppure necessità di chiudere un occhio.

Consentimi, non so se verrei volentieri a pranzo da te, perché il tuo vedere approssimativo, magari non nota un bicchiere poco pulito, l’insalata nel piatto chissà, ancora condita di terra… insomma non farmi scendere in dettagli agghiaccianti.

Ebbene sfatiamo il terzo mito: dopo aver provato le lenti progressive e aver verificato che funzionano, porterai gli occhiali il più possibile perché non potrai più fare a meno di essere sicuro di ciò che vedi.

Sarà quindi una necessità, un comfort, non una costrizione!

E ora ti presento la quarta leggenda: le lenti progressive fanno venire il voltastomaco.

Assolutamente si, anche nausea, mal di testa, visione sfocata che si risolve con un unico gesto, definitivo e liberatorio che consiste nel lancio dell’occhiale il più lontano possibile.

Se non sono fatti come si deve, proprio perché devono essere rispettati moltissimi requisiti.

L’essenza della questione è quindi nella tua testa: non puoi ascoltare solo i “dicono che”, ma a un certo punto devi camminare con le tue gambe, o meglio verificare con i tuoi stessi occhi che le lenti progressive funzionano (sempre e solo se sono fatte bene!).

Se sei arrivato qui a leggere tutta la pappardella, allora tiro la conclusione.

Le leggende metropolitane nascono da un fatto realmente accaduto e poi l’immaginario popolare fa il resto ricamando, aggiungendo e ingigantendo.

Quindi il fatto da cui nasce tutto esiste: molti hanno acquistato un occhiale progressivo e si sono trovati male.

Le cause possono essere molte e combinate tra loro:

  • Errata gradazione
  • Errato centraggio
  • Errata scelta della montatura (bella ma non funzionale)
  • Errata scelta della lente (magari con campi visivi troppo ridotti)

Può capitare, ma con un occhiale progressivo, noi seguiamo un protocollo molto rigido:

  • prima verifichiamo la gradazione
  • consigliamo la montatura adatta che sia un buon compromesso tra l’estetica, la leggerezza, la calzata e la funzionalità
  • calibriamo la montatura
  • procediamo al centraggio computerizzato
  • consigliamo la lente migliore in base alle tue esigenze (se hai una vita dinamica non puoi portare la stessa lente di chi ama fare il topo di biblioteca)

Dopo tutte queste misure e una quantità innumerevoli di domande sulle tue abitudini, ti garantisco che ti adatti: non siamo curiosi perché siamo pettegoli, tranquillo, non metto sul blog quello che racconti, ma perché dobbiamo costruire la lente migliore per te.

Perché se ti fidi di quello che ti dico e di quello che ti do, generalmente il risultato è assicurato:

non è da ieri mattina che maneggiamo occhiali progressivi, conosciamo il prodotto, lo testiamo, ci aggiorniamo e sappiamo ciò che va bene e quello che non funziona.

E se, nonostante tutte le procedure che eseguiamo tu non ti adatti o non ti trovi bene (perché siamo umani e possiamo sempre sbagliare qualcosa) non ti preoccupare assolutamente:

ti sostituiamo le lenti o concordiamo una soluzione alternativa insieme.

Ma non esiste che tu paghi e vai via insoddisfatto.

Questa è una certezza.

Vieni e verifica.

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